Festival di Cannes 2025: Un Certain Regard per la migliore sceneggiatura a Harry Lighton.
Colin è un giovane uomo timido e mite: di giorno fa multe sgradite ai proprietari di auto mal parcheggiate, di sera si esibisce malinconicamente al pub in un coro a cappella. Proprio in quel pub avvista - o meglio, viene avvistato da - Ray, un motociclista che è un magnifico esemplare di maschio alfa. L'attrazione è immediata e, incredibilmente, reciproca. I genitori di Colin, che conoscono e sostengono la sua omosessualità, sono dapprima felici che il figlio abbia trovato una compagnia amorosa. Ma non sanno che Ray è un dominatore e Colin il suo "pillion", termine con cui si indica il sellino posteriore delle moto, ma che in questo caso è una metafora per "sottomesso". La relazione fra i due è unilaterale: Ray comanda e Colin obbedisce, vista la sua "naturale attitudine alla devozione", come la descrive l'Adone. E questo succede anche nel sesso, regalando a Colin il primo rapporto completo (e il primo orgasmo) al prezzo della sua unilaterale sudditanza. Ma quando Colin cerca di trasformare la relazione in un rapporto di coppia le cose si complicano.
'Pillion' è il sorprendente film d'esodio del regista inglese 33enne Harry Lighton, basato sul romanzo "Box Hill" di Adam Mars Jones, e può contare su due interpretazioni eccezionali. Quella di Harry Melling, il Dudley Dursley della saga di ''Harry Potter'', ne panni di Colin e quella dell'apollineo Alexander Skarsgård in quelli di Ray: il primo è di una tenerezza devastante, il secondo riesce a comunicare, dietro la maschera gelida e impassibile, sprazzi di solitudine e sofferenza interiore. Lighton è lucido e scarno nel raccontare la relazione fra i due, inserendo scene esplicite senza mai essere volgari o "exploitation" e raccontando con poche parole e immagini nitidissime l'educazione sessuale e perché no, anche sentimentale, di Colin. Lighton non giudica mai quel rapporto che da un lato ci appare fortemente sbilanciato, ma che in realtà ha un suo equilibro essenziale basato sul reciproco consenso, un po' come avveniva in ''Secretary'' di Steven Shainberg. Non siamo invitati a scandalizzarci o a condannare, ma ad osservare la progressione geometrica di una relazione, e il fatto che sia omosessuale e sia ambientata nel mondo dei biker, icone maschili per eccellenza ma in questo caso reinterpretate dai soci del Gay Bikers Motorcycle Club, fa riflettere sulle mille possibili declinazioni della sessualità e dell'animo virile (e umano).Quel che caratterizza questa storia è l'estrema libertà con cui il regista e sceneggiatore, con grande padronanza al suo debutto cinematografico, gestisce la narrazione e non si tira indietro davanti a niente, sfidando i pregiudizi e la pruderie del pubblico senza per questo scollinare nel voyeurismo. In modo insolito Lighton ci mostra che c'è spazio per tutti (e per tutto), basta capire con chi si vuole stare e a fare cosa, con consapevolezza. E basta accettarci per come siamo, quali che siano le nostre "attitudini naturali".
Prezzi: Biglietto intero € 6,00 - Biglietto ridotto € 5,00